Come reagirà il mercato immobiliare dopo lo stato di emergenza?

E’ inutile negarlo, la situazione in cui tutti noi ci siamo ritrovati è inedita.

La prospettiva è incerta in quanto le variabili macroeconomiche in gioco sono molteplici.

I modelli matematici di oggi possono elaborare dati storici, ma non sono in grado di produrre previsioni sufficientemente attendibili, per il semplice motivo che una condizione come quella odierna non era mai accaduta.

Non esistono soluzioni collaudate.

Allora, che fare?

Farsi cogliere dallo sconforto, non porta ad alcuna utilità.

Pensare che tutto ritornerà come prima è pura illusione.

Facciamo un ragionamento insieme.

Per questo ci può essere d’aiuto leggere gli indicatori espressi dal mercato prima dell’emergenza, nonché i dati recentemente pubblicati da Nomisma, prestigiosa società di ricerche di mercato e consulenze.

Il mercato immobiliare italiano negli ultimi anni già viveva una fase di recessione, caratterizzata da una riduzione sia nei prezzi che nel numero di compravendite.

Nell’ultimo scorcio  si era fatta avanti una timida controtendenza, con un leggero recupero nel volume del compravenduto, ma sempre con prezzi in flessione, fatto salvo particolari piazze in controtendenza come come alcune zone di Milano.

I dati di tendenza facevano ben sperare nel futuro.

Volutamente non entriamo nel merito dell’emergenza, ma vediamo quello che potrà accadere poi, nel breve e medio periodo.

Senza dubbio il tessuto economico, profondamente segnato, chiederà tempo per risollevarsi e recuperare le posizioni perse.

E’ plausibile supporre diffuse difficoltà in ambito lavorativo, con una conseguente riduzione nella disponibilità economica in capo alle famiglie.

Si registrerà una contrazione della spesa, che nelle migliori delle ipotesi subirà un differimento temporale.

Molto dipenderà da come le Istituzioni reagiranno, ivi incluso il sistema bancario molto attento alla sostenibilità, non di meno dall’auspicabile immissione in circolo di liquidità, sia a sostegno delle imprese che delle famiglie.

Altro aspetto, non di secondaria importanza, sarà la volontà di reagire che ogni soggetto scaricherà a terra.

Solo così ci potremo lasciare alle spalle questo passaggio esistenziale segnante.

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In questa fase, parlare dei numeri fondamentali dell’immobiliare sarebbe palesemente aleatorio, un puro esercizio accademico destinato a rapidi e frequenti aggiornamenti.

Quello che invece si può fare è quello di riflettere sull’incontrovertibile tendenza.

Ci si dovrà aspettare, non solo per l’immediato, un ulteriore raffreddamento dei prezzi ed una significativa contrazione nel numero delle compravendite, con una dilatazione nelle tempistiche di realizzo.

Venderà solo chi resosi effettivamente conto delle mutate condizioni, intenderà realmente vendere, o chi ne avrà impellente necessità.

Acquisterà chi avrà fiducia nel futuro e nel contempo potrà dimostrare una concreta sostenibilità di spesa, per poter accedere alle irrinunciabili fonti di finanziamento.

Il mercato subirà un rallentamento, ma non si bloccherà, sempreché tutti i soggetti in campo, venditori, acquirenti ed operatori del settore dimostrino di saper trasformare la percezione di obbligato cambiamento, in un concreto mutamento nelle aspettative che ciascuno desideri ambire.

Per forza di cose, un nuovo ordine di priorità si farà strada e si dovranno percorrere nuove strade con sistemi più efficienti di quelli fin qui conosciuti.

Sarà necessario un più elevato livello di professionalità da parte degli operatori del settore, che dovranno abbandonare rendite di posizione non più giustificabili.

Sarà dato spazio alla sperimentazione, alla dovuta trasparenza, per il raggiungimento di una utilità comune fra tutti i soggetti.

Con ogni probabilità diventerà sempre più difficile vendere casa da soli, od in modo improvvisato, per la delicatezza delle varie situazioni e per le implicazioni interconnesse, sempre più stringenti.

Ci si dovrà adattare alle nuove condizioni, abbracciando un pensiero legato a logiche in cui tutti i soggetti in campo possano trarne un’utilità, allontanando schemi non più attuali e riconducibili all’egoistica soddisfazione, comunque presenti non solo nel mercato immobiliare.

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